In breve. “Oro 750” significa che su mille parti di lega, 750 sono di oro puro: è l’oro a 18 carati. In Italia i titoli legali dell’oro sono 750, 585 e 375 millesimi. Su un gioiello prodotto in Italia trovi il titolo impresso e il marchio di identificazione del produttore: insieme sono la garanzia di ciò che stai comprando.
Che cosa significa oro 750
Il numero indica il titolo dell’oro, espresso in millesimi: la quantità di oro puro contenuta in mille parti di lega. Un gioiello in oro 750 contiene quindi il 75% di oro; il restante 25% è composto da altri metalli, come argento e rame, che rendono la lega più resistente e ne determinano il colore.
L’oro puro al 100% corrisponde a 24 carati. Facendo il calcolo, 18 carati su 24 sono proprio il 75%: per questo oro 750 e oro 18 carati sono la stessa cosa, espressa in due unità diverse.
Carati e millesimi a confronto
- Oro 750 = 18 carati = 75% di oro. È il titolo più diffuso nella gioielleria italiana di qualità.
- Oro 585 = 14 carati = 58,5% di oro.
- Oro 375 = 9 carati = 37,5% di oro.
Sono questi i tre titoli legali dell’oro previsti in Italia dal Decreto legislativo 251 del 1999. La legge ammette anche titoli superiori al massimo indicato, ma non tolleranze in difetto rispetto al titolo dichiarato.
Perché il 18 carati è il più usato
L’oro puro è molto morbido: un anello a 24 carati si graffierebbe e si deformerebbe con l’uso quotidiano. Il 18 carati è il punto di equilibrio: abbastanza oro da avere un colore pieno e caldo e un valore elevato, abbastanza lega da resistere nel tempo.
È il titolo che trovi nella collezione Gold 18 kt di Settecinquanta, dagli anelli con lavorazione diamantata alle catene a maglia grumetta.
Come leggere i segni impressi su un gioiello
Su un gioiello in oro prodotto o venduto in Italia, la legge prevede due impronte:
- il titolo in millesimi, ad esempio 750;
- il marchio di identificazione del produttore: una forma poligonale con una stella a cinque punte, un numero che identifica l’azienda e la sigla della provincia in cui ha sede.
Il numero viene assegnato dalla Camera di Commercio, che tiene il registro dei produttori di metalli preziosi. Le impronte sono minuscole: di solito si trovano all’interno di un anello, sulla chiusura di una collana o sul gambo di un orecchino. Una lente d’ingrandimento aiuta a leggerle.
Come riconoscere l’oro vero
- Cerca entrambe le impronte. Le Camere di Commercio consigliano di non acquistare oggetti privi di titolo e marchio di identificazione.
- Diffida delle diciture vaghe. “Placcato”, “dorato” o “bagno d’oro” indicano un sottile strato d’oro su un altro metallo, non un gioiello in oro massiccio.
- Chiedi peso e titolo. In una gioielleria seria sono informazioni che ti vengono date senza difficoltà.
- Conserva lo scontrino o la garanzia con la descrizione del gioiello.
Domande frequenti
Oro 750 e oro 18 carati sono la stessa cosa?
Sì. 750 millesimi e 18 carati indicano entrambi una lega con il 75% di oro puro.
Quali sono i titoli legali dell’oro in Italia?
750, 585 e 375 millesimi, secondo il D.Lgs. 251/1999; sono ammessi anche titoli superiori al massimo.
Dove si trova il punzone su un gioiello in oro?
Di solito all’interno degli anelli, sulle chiusure di collane e bracciali o sul gambo degli orecchini.
Che cos’è il marchio con la stella su un gioiello?
È il marchio di identificazione del produttore: una stella a cinque punte con un numero assegnato dalla Camera di Commercio e la sigla della provincia.
L’oro 750 si annerisce?
Molto meno dell’argento. Profumi, creme e cloro possono però opacizzarlo: basta pulirlo con acqua tiepida, un sapone neutro e un panno morbido.
Fonti e approfondimenti
- D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 251: titoli legali e marchi dei metalli preziosi.
- Camera di Commercio della Romagna — Non è tutto oro quello che luccica: indicazioni per un acquisto consapevole.
- Oreficeria Settecinquanta: come nasce un gioiello in oro.